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Passata anche questa domenica, il Massafra è ormai in pieno rush finale, almeno per quanto riguarda la stagione regolare. I primi due mesi del 2010 sono andati, ed è ormai banale ricordare il 9 su 9 della Cisa con l'inizio del nuovo anno. Ogni partita con una storia diversa, ognuna con un andamento strano e molte volte contro le aspettative, ma tutte con lo stesso finale: tutte col risultato a favore del Massafra. Il mese di marzo sarà esclusivamente dedicato alle ultime 4 partite di regular season e l'attesa per sapere cosa succederà e chi meriterà la prima piazza cresce. I biancorossi continuano a vincere, ma Bisceglie non ne vuole sapere proprio di staccarsi e Siracusa ci crede ancora. Massafra che, come detto, ogni domenica si trova a giocare (e fortunatamente a vincere) partite ogni volta diverse e molto combattute: l'ultima è naturalmente quella contro il Bari, pauroso nel primo quarto (31-19), poi pian piano uscito di scena dalla partita col passare dei minuti. Questa settimana è Michele Magini (autore di 5 assist nella stessa partita) a raccontare la storia dell'ultima domenica: "All'inizio eravamo un po' contratti, giocavamo sotto ritmo e come in altre occasioni abbiamo trovato piccole difficoltà nel mettere la giusta concentrazione. Di fronte ci siamo trovati una squadra che ha difeso per 40 minuti a zona, che soprattutto all'inizio ha giocato molto bene, poi già dal secondo quarto siamo riusciti a far andare le cose meglio. Inoltre loro erano praticamente in sei, in più l'acciaccato De Giovanni, quindi avevano speso tanto nei primi due quarti e una volta entrati in partita siamo riusciti a farla nostra". Almeno in termini numerici le cose sono cambiate dopo l'intervallo: sul passivo di 48-45, Massafra è riuscita nei primi 4 minuti del terzo quarto a piazzare un break di 12-0 che ha capovolto i ruoli ed ha praticamente deciso la partita. Non è la prima volta che il riposo lungo si rivela determinante per la Cisa: "Negli spogliatoi abbiamo capito che non potevamo per una partita buttare all'aria tutto quello che di buono avevamo fatto in questi mesi, perciò abbiamo capito che dovevamo cambiare mentalità, dovevamo essere più aggressivi, più determinati. Così ci siamo subito portati avanti e abbiamo mantenuto il vantaggio". Biancorossi che quindi, una volta presa in mano la situazione hanno saputo controllare e gestire alla grande il vantaggio, in questo caso anche aumentandolo notevolmente. Nei primi venti minuti, però, la grande aggressività del Bari sembrava far presagire altro: un'aggressività rivale che il Massafra soffre per un po' di minuti in ogni partita, specie all'inizio: "Non so perché, abbiamo fatto le nostre partite migliori contro squadre che sulla carta, per classifica e anche per nomi, erano superiori a tante altre. Forse sono sfide che ci caricano di più, il conoscere i punti di riferimento delle grandi squadre ci aiuta nel lavoro e forse ci mettiamo più concentrazione. Bari, invece, era una squadra che ruotava su 7 giocatori, tutti giovani, che hanno messo tanta energia soprattutto all'inizio e sono partiti molto forte, costringendo invece noi a partire troppo piano. Forse, dunque, contro le dirette rivali siamo più stimolati, ma anche con squadre tipo Bari dimostriamo di avere una grande fame di vittoria". Partite capolavoro, partite di cuore, partite facili, partite sofferte: nelle vittorie del Massafra c'è tutto questo mix, con la squadra che ha sempre dimostrato, anche nei momenti decisivi, di saperne uscire vincitrice e che quando gioca al meglio, ce n'è davvero per pochi. Ed il fatto di essere la squadra da battere non sembra neanche mettere pressione sulla squadra: "Non è un problema nostro, se mai delle nostre avversarie visto che siamo la squadra da battere. Noi ci mettiamo sempre la stessa intensità, la stessa cattiveria, la stessa voglia di vincere, perciò sono gli altri che devono pensare a come batterci. Nella nostra squadra siamo tanti, ognuno è determinante e ognuno fa il suo. E' una mentalità che abbiamo già dal primo giorno che è arrivo Ciani, quando il coach ci fece capire che diventare la squadra da battere nonostante quel momento non lo facesse pensare, era ancora possibile. Personalmente, ormai, c'è come la convinzione di non poter perdere, anche quando siamo sotto, tiriamo fuori tutto quello abbiamo e facciamo emergere in partita quel qualcosa in più che abbiamo rispetto alle altre squadre, che sono il gruppo e la forza". Una convinzione che stanno acquisendo anche i tifosi: abituati più che bene, durante un periodo di svantaggio, c'è quasi la sicurezza che prima o poi la squadra farà l'allungo decisivo per il sorpasso. Anche questo è il grande motivo di entusiasmo dei tifosi, decisivo anche a Bari: "Il supporto dei tifosi è molto stimolante, vedere l'affetto delle persone, vedere la gente in Sicilia a Patti e Siracusa, giocare a Pozzuoli e Bari come se fossimo in casa, e anche la cornice di pubblico nelle gare contro Martina o Corato. Ci carica molto di più, anche pensando all'inizio di campionato, dove magari neanche eravamo all'altezza del pubblico di adesso; ora che sia noi sia i nostri tifosi siamo all'altezza l'un dell'altro, diventa anche difficile per chiunque venire a giocare in casa nostra, in quest'ambiente . Anche vedere tutta la città in entusiasmo, leggere sui giornali che a Massafra è scoppiata la Basket Mania, è grande motivo d'orgoglio, ed è sicuramente anche uno dei nostri obiettivi". Pubblico delle grandi occasioni ci sarà anche contro Bernalda, derby sempre ricco di emozioni, soprattutto al Pala Giovanni Paolo II: sarà un'altra battaglia: "Sicuramente sì, loro hanno bisogno di punti come il pane, ma anche noi non possiamo permetterci di perdere punti, anche sapendo del difficile impegno che la nostra inseguitrice Bisceglie avrà sul campo del Catania. La nostra sarà comunque una sfida molto difficile, sia per i precedenti, per l'andata, ci saranno due tifoserie che si sono caricate durante la stagione: insomma sarà grande spettacolo sportivo sia dentro il campo che sugli spalti". Infine un saluto più che doveroso e scherzoso: "Saluto Otto, il cane di Christian Cappanni, in arte il Tech".
Fabrizio Masi
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